"I Barocci a Urbino tra arte e scienza"

5 e 6 Ottobre 2012, Urbino

Presentazione del Convegno

 

I Barocci, una famiglia di artisti e artefici.

Il capostipite della famiglia Barocci è Ambrogio Barocci, scultore, ovvero "lapicida", che nei primi anni Settanta del Quattrocento dalla Lombardia viene a Urbino, attratto dalla possibilità di lavorare nella fabbrica del Palazzo ducale.

Ad Ambrogio Barocci si deve la realizzazione delle formelle che ornavano la base del Palazzo ducale nel lato ingresso. Le formelle rappresentano numerose macchine, a uso civile e militare, tratte da disegni di Roberto Valturio e di Francesco di Giorgio, che fu l'ideatore di quel programma iconografico.

Ambrogio si stabilisce a Urbino, probabilmente in seguito al matrimonio, e a Urbino risiedono i suoi discendenti. Abbiamo notizia di un Ambrogio Barocci, padre di Simone Barocci e del pittore Federico Barocci, che intorno alla metà del Cinquecento lavorava "modelli, sigilli e astrolabi".

Simone Barocci (?-1608) fratello del pittore Federico Barocci specializza ulteriormente l'attività del padre aprendo a Urbino un'officina, interamente dedicata alla costruzione di strumenti matematici, che rimarrà attiva fino alla metà del Settecento. Galileo Galilei fa costruire esemplari del suo "compasso geometrico et militare" dalla officina urbinate.

Allievi del Barocci sono Panezio Panezi, Fabio Liera e Lorenzo Vagnarelli (1581-1675) che dopo la morte del Barocci subentra nella direzione dell'officina urbinate.

Cugini di Simone sono Giovanni Maria Barocci (?-1593) noto per l'orologio-planetario costruito nel 1570 per papa Pio V, e Giovanni Battista Barocci, orologiai di grande abilità,.

Tutto questo segnala un ricco contesto di arti, e nel contempo di tecniche di altissimo livello, che fiorisce e anima l'Urbino rinascimentale.

 

Il convegno

In sintonia con le attività svolte dai Barocci il convegno vuole prendere in esame la produzione di strumenti, di orologi, di meccanismi di precisione, nel corso del Cinquecento, sia a Urbino, sia in Italia.

Il Cinquecento infatti vede un notevole incremento della produzione in questi settori in seguito a una crescente domanda che proveniva da diversi ambiti: quello dell'architettura civile e dell'architettura militare, quello dell'agrimensura e della topografia, quello della navigazione, quello dell'astronomia-astrologia. Va tenuto conto che gli strumenti erano diventati anche degli "status simbol".

Per quanto riguarda l'orologeria siamo agli inizi della realizzazione e produzione di orologi da tasca e da tavolo.

Accanto all'orologeria troviamo la costruzione di automi, congegni meccanici per il diletto e per la meraviglia.

Da sottolineare, a questo proposito, che a Urbino nel Cinquecento troviamo, oltre a un umanesimo matematico che recuperava i testi di Euclide, Archimede, Apollonio, ecc., un umanesimo tecnico con le edizioni degli Spiritali e degli Automi di Erone curate da Federico Commandino e da Bernardino Baldi.

Il convegno vuole anche essere l'occasione per rintracciare e studiare esemplari di strumenti e di orologi di produzione urbinate. Infatti tranne qualche orologio, e due strumenti risalenti peraltro a metà Seicento, non si conosce nessuno dei numerosi strumenti usciti dalle officine urbinati, attualmente disponiamo solo di notizie fornite da carteggi e da libri a stampa.

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Si allega un elenco di nomi risultanti da diverse fonti.



Costruttori di strumenti matematici e costruttori di orologi urbinati


Ambrogio Barocci (sec. XVI) orafo e costruttore di astrolabi.


Simone Barocci (?-1608), figlio di Ambrogio, costruttore di strumenti matematici e di orologi.


Giovanni Maria Barocci (?-1593), cugino di Simone, orologiaio. Famoso l'orologio astronomico costruito nel 1570 per papa Pio V.


Giovanni Maria Cataldi (sec. XVI-XVII), orologiaio allievo di Giovanni Maria.


Giovanni Battista Barocci (sec. XVI), orologiaio fratello di Giovanni Maria.


Giovanni Battista Vagnarelli (sec. XVI), orologiaio.


Fabio Liera (sec. XVI-XVII), allievo di Simone Barocci.


Panezio Panezi (sec. XVI-XVII), allievo di Simone Barocci.


Lorenzo Vagnarelli (1581-1675), allievo di Simone, dopo la sua morte assume la conduzione dell'officina di strumenti matematici.


Pompilio Bruni (1605-1668), nipote del Vagnarelli, lavora nell'officina.


Eusebio Bruni (sec. XVII), figlio di Pompilio, prosegue nella conduzione dell'officina.


Annibale Luciani (?- 1745c.), ultimo artefice urbinate.



Costruttori di strumenti matematici e costruttori di orologi a Pesaro


Pietro Griffi (?-1590), orologiaio e costruttore di strumenti di origine milanese. Costruisce un orologio per Don Diego di Cordova


Vespasiano Griffi (sec. XVI-XVII), nipote di Pietro, orologiaio.


Lucio Agnesi (sec. XVI), orologiaio. Ripara orologi per Alfonso d'Este.


Un "orologgiero tedesco", realizza due orologi per il duca Francesco Maria II.

 

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Organizzato da:
Centro Internazionale di Studi Urbino e la Prospettiva

Lingua del convegno: ITALIANO

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